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La Serenissima
by Rondò Veneziano

Instrumental

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cregi90952

Sono Napoletano, di provincia, anzi un Afragolese D.O.C., ma ascoltai questa canzone per la prima volta e ne rimasi incantato, mi venne la pelle d'oca, non era solo una bella canzone, era qualcosa di magico, era come se il sangue sussultasse, chiesi a mia madre come si chiamasse ''si chiama la Serenissima, del Rondò Veneziano'', ma perchè mi veniva la pelle d'oca? una canzone che descrive Venezia può mai incantare un Napoletano come se fosse casa sua? e infatti è da questa discussione con mia madre (discussione in dialetto, ovviamente) che venni a sapere che sono stato concepito a Venezia, durante il viaggio di nozze dei miei

Francesca Fra

@Alessandro Ogheri che carino ...

Francesca Fra

@cregi90952 ahahahah

Stefano Raneri

questa è l'Italia: da Trieste a Trapani

zagor tenay

Che combinazione!!!!!!

Gamberini Mariana

Forte ed originale ♧◇♡♤

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Rosario Napolano

Non bisogna essere per forza Veneto per amare questo capolavoro.l, Italia e un gran paese rovinato dai politici corrotti e ladri.w gli italiani e l, Italia

Stefano Carbonera

abbiamo chi votiamo, siamo un paese di nepotisti e opportunisti.

Alfa&Omega 00000

@Pio Bove Ahahahahahaha il nazionalista ortodosso e slavo

"Dietro una lingua  ci sta una letteratura, e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'Italia è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. "
Luigi Russo

E come si potrebbe non amare Italia? [...] Io credo che ogni uomo abbia due patrie; l'una è la sua personale, più vicina, e l'altra: Italia (Henryk Sienkiewicz)

Non vorrei scrivere molto su Venezia; penso che tutti la conoscano. È realmente simile, fino al fastidio, ai vari souvenirs de Venice; quando mi sono fermato per la prima volta a piazza San Marco, sono rimasto confuso e a lungo non ho potuto liberarmi dalla opprimente sensazione che non fosse un luogo reale, ma il Lunapark dove deve svolgersi la notte veneziana. Aspettavo soltanto che cominciassero a gemere le chitarre e che il gondoliere cantasse come il signor Schütz. Por fortuna il gondoliere ha misteriosamente taciuto, ma alla fine mi ha derubato in modo poco cristiano, agitandomi davanti agli occhi un qualche tariffario.
(Karel Čapek)

Ora puoi scappare, direzione biblioteca spero.
Come ho detto, se hai bisogno di altre lezioni....

Pio Bove

@Alfa&Omega 00000 ti lascio con una magnifica lettura sulla questione (poi non rispondo più perchè non ho intenzione di fare servizio sociale...) Italianità e nazionalismo moderno italiota, l'autore è
Dostoevskij. " in tutto il secolo vi sono state intelligenze diplomatiche assai astute, intriganti, con la pretesa della più reale comprensione delle cose e intanto nessuno di essi ha visto mai niente oltre la punta del proprio naso e degli interessi correnti (tra l'altro i più superficiali ed erronei). (...) Prendete per esempio il conte di Cavour - non è un'intelligenza, non è un diplomatico? Io prendo come esempio lui perché ne è già riconosciuta la genialità ed è già morto. Ma che cosa non ha fatto, guardate un po'; oh sì, ha raggiunto quel che voleva, ha riunito l'Italia e che ne è risultato: per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un'idea organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l'idea dell'unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi quella papale.I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un'idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano.
La scienza, l'arte, tutto si rivestiva e penetrava questo significato mondiale. Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata e esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l'Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? È sorto un piccolo regno unito di second'ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, cedendola al più logoro principio borghese - la trentesima ripetizione di questo principio dal tempo della prima rivoluzione francese - un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un'unità meccanica e non spirituale (cioè non l'unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second'ordine.
Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!». Cordiali saluti nazziunallli!

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